Sito nuovo, business cambiato?
Un sito può essere recente e già “fuori fase”: offerte, mercati e processi evolvono più in fretta di quanto immagini.
Lead sbagliati o poco utili?
Il disallineamento sito–business genera contatti non qualificati e allunga il time-to-close.
Evoluzioni “a caso”?
Interventi scollegati creano UX frammentata e sviluppo sprecato: si spende su output, non su priorità.
In cosa si differenzia questa offerta
Non è “rifacciamo il sito”. È decidere cosa evolvere.
Questo check nasce per un problema specifico: il sito è stato realizzato 12–24 mesi fa, ma l’azienda nel frattempo è cambiata.
Qui non si tratta di “gusto” o redesign totale: si tratta di costruire una roadmap concreta e difendibile.
Cosa rende diverso il mio approccio
- Evoluzione guidata da obiettivi e frizioni reali, non da preferenze estetiche.
- Output decisionale: cosa fare / cosa non fare / cosa rimandare (per evitare rework).
- Time-box e consegna rapida: un audit orientato a decisioni, pensato per essere sostenibile e attivabile subito.
Come funziona
Un percorso in cinque step
Obiettivo e contesto
Mettiamo a fuoco cosa deve ottenere il sito oggi: che tipo di contatti, quali azioni, quali priorità di business. Una direzione chiara prima di toccare qualsiasi cosa.
Cosa succede qui: obiettivo principale + obiettivi secondari, pubblico prioritario, messaggio/offerta da evidenziare, vincoli (tempo, risorse, tech), criteri di successo.
Fotografiamo il sito com’è: contenuti, percorso, attriti
Osservo il sito come lo vive un utente reale e come lo usa l’azienda: dove si capisce, dove si perde, dove il percorso si interrompe o “non accompagna”.
Cosa succede qui: analisi pagine chiave, mappa del percorso (da ingresso a contatto/azione), punti di frizione, incoerenze contenuto–offerta, ipotesi e priorità.
Decidiamo cosa evolvere
Trasformiamo l’analisi in scelte: cosa va migliorato subito, cosa può aspettare, cosa è rumore. L’obiettivo è evitare interventi scollegati e dispersione.
Cosa succede qui: lista “fare / non fare / rimandare”, scenari possibili (minimo–intermedio–ambizioso), impatti attesi, rischi e dipendenze.
Definiamo gli interventi che rendono il sito più efficace e più chiaro
Progetto le modifiche a livello di struttura e contenuti: cosa spostare, cosa chiarire, cosa semplificare. Non è redesign estetico: è miglioramento del percorso.
Cosa succede qui: proposte su architettura e sezioni, suggerimenti di contenuto e microcopy, ottimizzazioni CTA e pagine chiave, linee guida di coerenza (per non “sbriciolare” il sito nel tempo).
Roadmap 3–6 mesi, pronta per essere eseguita dal tuo team/partner
Consegno una roadmap concreta: ordine di lavoro, priorità, e indicazioni utili a chi dovrà implementare. L’obiettivo è partire senza interpretazioni e senza rework.
Cosa succede qui: roadmap per blocchi (3–6 mesi), backlog di interventi prioritizzato, note per implementazione, quick win + interventi strutturali, handoff a team/agenzia (se presente).
Fa per te se sei:
Azienda con sito recente, ma con obiettivi nuovi
Hai cambiato offerte, mercato, processi o organizzazione e il sito “non aiuta più” come prima.
PMI B2B che vuole evolvere senza ripartire da zero
Vuoi migliorare integrazioni/automazioni e percorso, ma senza un rifacimento totale (soprattutto se i lead sono poco qualificati o il percorso è incoerente con la vendita).
Pronto a far evolvere il tuo sito?
Un sito può essere recente e già fuori fase. Con un check veloce sai cosa cambiare, cosa lasciare e cosa non fare nei prossimi 3–6 mesi.


